Come nasce il tuo interesse per la materia giuridica?
Dal desiderio di giustizia e dalla possibilità di essere utile al prossimo
Quale episodio professionale consideri particolarmente significativo?
La creazione della Moschea di Torino. Da sempre ho avuto una particolare attenzione per le persone più deboli, si trattasse di portatori di handicap, di anziani o di immigrati. L’occasione di contribuire come legale alla realizzazione della Moschea di Torino, ormai imminente, mi ha dato la possibilità di mettermi al servizio della legalità e dei principi costituzionali, aiutando l’associazione “La Palma” nell’intricato iter burocratico che l’ha portata, il 30 dicembre 2010, ad ottenere il permesso di costruire per rendere i locali adatti all’esercizio del culto.
Ed è stata questa la vera vittoria, l’esperienza pilota: i responsabili della moschea non hanno voluto mascherarsi dietro etichette di associazioni culturali o simili: fin da subito è stato chiarito che quello sarebbe stato un luogo di culto e così sarà. Trasparenza, legalità, dignità sono stati i concetti guida di questa esperienza, sin dall’atto costitutivo dell’associazione, che ho redatto - con i clienti - il 1 aprile del 2008.
Quanto è importante entrare in empatia con il cliente?
Da 1 a 10, direi 8.
In che modo un cliente può aiutarti ad assisterlo in maniera ottimale?
Deve essere sincero e non omettere nulla della vicenda, soprattutto gli aspetti critici della sua posizione.
La frase “i migliori avvocati sono quelli che evitano i conflitti e le cause” è condivisibile?
La causa è sempre un male, secondo me, perché distrugge i rapporti, dura a lungo ed è costosa. La mediazione può invece creare nuovi rapporti, costa meno e dura al massimo quattro mesi.
Che ingredienti non possono mancare in una valida strategia legale?
La disponibilità a valutare senza preclusioni le proposte avversarie e la capacità di rendersi conto dei limiti della posizione che si sta difendendo.
Quali sono le più frequenti materie del contendere dei tuoi clienti?
Il recupero dei crediti, la negoziazione di alcune clausole contrattuali, la violazione dei diritti di proprietà industriale ed intellettuale.
Quali sono gli “errori” tipici dell’imprenditore italiano che decide di operare all’estero?
Pensare di voler sempre e comunque scrivere al termine del contratto che si applica la legge italiana. Si tratta di un errore che in alcuni casi è costato caro.
Quali argomenti giuridici dovrebbe approfondire un imprenditore prima di avventurarsi sui mercati internazionali?
Sarebbe opportuno che non si affidasse acriticamente a modelli di contratto che si possono reperire in internet.
Che supporto può dare uno studio legale a un’azienda che partecipa a un appalto internazionale?
Siamo in grado di assistere l’imprenditore, dal momento della scelta del bando cui partecipare, al momento della presentazione del “bid” ed eventualmente nel successivo contenzioso.
Se potessi eliminare qualcosa del tuo quotidiano professionale, a cosa rinunceresti volentieri?
A tutto ciò che inerisce gli aspetti amministrativi dell’attività professionale.
Quali sono i tuoi obiettivi professionali di lungo periodo?
Aumentare sempre di più la quota di tematiche contrattuali a discapito di quelle contenziose.
Qual'è il tuo libro preferito?
I Miserabili di Victor Hugo, un monumento della letteratura.
E il film preferito?
Marrakech Express, di Gabriele Salvatores, un inno all’amicizia.
Sogni nel cassetto?
Essere un buon esempio per mio figlio...